Stato Fisico – Liquido o a cristallizzazione lenta, con cristalli fini.
Colore – Ambrato chiaro.
Intensità Odore – Medio.
Odore – Fruttato, ricorda l’uva moscato e la frutta sciroppata.
Sapore – Dolce, poco acido.
Intensità Aroma – Medio.
Aroma – Fruttato e floreale, con note di moscato.
Persistenza – Media.
Il miele di ailanto è un miele monoflorale ambrato chiaro, prodotto dalle api con il nettare dei fiori dell’ailanto (Ailanthus altissima). La sua particolarità è il profumo fruttato, che ricorda l’uva moscato e la frutta sciroppata. È dolce, poco acido e resta liquido a lungo.
Monofloraleun fiore solo, non una miscela.
Invasettato da noinel laboratorio di Sacca di Esine.
Miele rarose ne produce poco, e non tutti gli anni.
Dove nasce
Nasce dai fiori dell’Ailanthus altissima, l’ailanto, un albero originario della Cina arrivato in Europa nel Settecento e oggi diffuso in gran parte d’Italia, soprattutto lungo le strade e nelle aree incolte.
A inizio estate l’ailanto produce grandi grappoli di fiori giallo-verdi, ricchissimi di nettare. È uno dei mieli più curiosi del panorama italiano, e uno dei meno conosciuti.
Fioriturainizio estate
Piantaailanto, Ailanthus altissima
Cristallizzazionelenta, cristalli fini
Ingredientimiele di ailanto
OrigineItalia
Che aspetto ha, che sapore ha
Alla vista
Ambrato chiaro. Resta liquido a lungo e, quando cristallizza, forma cristalli fini e cremosi.
Al naso
È la sua caratteristica più sorprendente: fruttato e floreale, ricorda l’uva moscato e la frutta sciroppata.
In bocca
Dolce e delicato, poco acido, con un finale aromatico piacevolmente persistente.
Come usarlo
Con i formaggi
Su erborinati e formaggi a pasta molle, dove la nota moscato fa contrasto.
Nelle bevande e sulla frutta
Nel tè verde, nelle tisane alla frutta e sulle macedonie.
Sui dolci al cucchiaio
Su gelato, panna cotta e creme.
Domande sul Miele di Ailanto
Perché sa di moscato?
Perché il nettare dell’ailanto contiene composti aromatici simili a quelli che danno all’uva moscato il suo profumo. È un caso raro fra i mieli italiani: chi ama i vini aromatici ritrova qui qualcosa di familiare.
È un miele italiano, se la pianta viene dalla Cina?
Sì. L’ailanto è arrivato in Europa nel Settecento e da allora si è naturalizzato: oggi cresce spontaneo in gran parte d’Italia. Vale lo stesso per l’acacia, che viene dal Nord America e nessuno considera esotica.
Che proprietà ha il miele di ailanto?
È la domanda che ci arriva più spesso, e la risposta onesta è che non possiamo elencare proprietà. Il Regolamento CE 1924/2006 vieta di attribuire a un alimento la capacità di prevenire o curare, e per il miele non esiste nessuna indicazione salutistica autorizzata: chi te ne elenca lo fa contro la legge. Quello che possiamo dirti è che cos’è: zuccheri semplici, soprattutto fruttosio e glucosio, poca acqua, e piccole quantità di acidi organici, minerali ed enzimi che cambiano con la fioritura. Il resto è sapore, e di quello parliamo volentieri qui sopra.
Come si conserva?
In dispensa, chiuso, lontano da luce e fonti di calore. Il frigorifero non serve e anzi accelera la cristallizzazione. Sul vasetto trovi il termine minimo di conservazione, che per legge va indicato su tutti i mieli: non è una scadenza, ma oltre quel termine il miele scurisce e perde profumo.
Lo mettiamo nel carrello?
Invasettato da noi, a Sacca di Esine, in Valle Camonica.
Chi compra il Miele di Ailanto prende spesso anche
Sono gli abbinamenti che ricorrono più spesso negli ordini dei nostri clienti.